Si tratta di un fenomeno sempre più dilagante nel quale a regnare sovrana è una gran confusione: stiamo parlando della celiachia e dell’intolleranza al glutine.
Questi disturbi hanno registrato negli ultimi anni una forte impennata, ma, ancora oggi a molti non è chiara neppure la differenza tra celiachia ed intolleranza al glutine, fermo restando che, per taluni, si tratterebbe addirittura della stessa cosa.
Come fare dunque a dare risposta all’amletico interrogativo: “cosa devo/non devo mangiare” se non si ha neppure contezza del preciso disturbo del quale si soffre/potrebbe soffrire?
Può dunque rivelarsi vantaggioso operare una distinzione tra celiachia ed intolleranza al glutine soffermandosi su analogie e differenze.
Celiachia ed intolleranza al glutine: davvero sono così diversi?
La confusione che si ingenera nei consumatori convinti che con il termine celiachia si intenda un sinonimo di intolleranza al glutine è fondamentalmente giustificata dal fatto che i due disturbi sono scatenati dalla stessa sostanza: il glutine appunto.
In realtà, le due patologie in questione si differenziano nettamente sia a livello biologico - più nello specifico molecolare - che sotto il profilo della reazione da parte del nostro sistema immunitario.
Sotto accusa è sempre il glutine, la componente proteica presente nei diversi cereali comunemente utilizzati per la preparazione di pasta, pizza, biscotti e dolci … preparazioni queste che, finalmente, iniziano ad essere prodotte anche nell’amata formula gluten free.
Mentre però gli individui intolleranti al glutine riportano una serie di sintomi che colpiscono, in particolare, l’apparato gastrointestinale, i celiaci, invece, riportano un quadro clinico che può divenire anche più grave a lungo termine.
In questo secondo caso infatti, la sintomatologia potrebbe non limitarsi a problemi quali mal di stomaco, nausea, sensazioni di affaticamento, ma potrebbe risultare anche molto più invasiva fino a cagionare anche gravi danni alla mucosa intestinale.
Non è un caso che gli individui colpiti da gluten sensity venivano in passato etichettati, in moltissimi casi, come affetti da disturbo funzionale o colon irritabile, conclusione alla quale non si poteva certo addivenire nel caso dei soggetti affetti da celiachia.
Ma a cosa si deve tanta diffusione?
Una volta neppure si sentiva parlare di questi disturbi, nessuno li conosceva.
Pensiamo ai nostri nonni, gli stessi che oggi assistono ad un’impensabile, “innaturale” diffusione di malesseri generati dal consumo di comuni farine.
Eppure il disturbo oggi c’è e come, su questo il consenso è unanime.
Solo che oggi celiachia ed intolleranza al glutine tendono a diffondersi con maggior frequenza rispetto al passato. La ragione?
Essa è abilmente celata - guai a volerla confermare ufficialmente – nell’insano trattamento che i nostri alimenti di consumo quotidiano subiscono.
Gli alimenti vengono sottoposti a processi di sofisticazione vari che prevedono per di più l’aggiunta di additivi mal assorbiti - ovviamente - dal nostro organismo.
C’è di più: moltissime farine tranquillamente vendute in commercio vengono persino addizionate artificialmente con glutine per favorire il processo di lievitazione.
Oggi, per fortuna, a dispetto di tutto ciò, abbiamo tutto quello che ci occorre per un’alternativa davvero sana, dal pane alla pizza, per non parlare di tutto il resto.
Spetta a noi dunque, a questo punto, scegliere.



